19 Giugno 2024

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Limitazione all'esposizione del Gas RADON

normativa gas radon Limitazione all'esposizione del gas radon negli edifici
A fronte dell’entrata in vigore della nuova normativa circa la riduzione all’esposizione del Gas Radon negli edifici, ecco alcuni esempi concreti, da utilizzare nelle nuove costruzioni per ridurre al minimo questo annoso problema
(Fonte: Provincia Autonoma di Bolzano)


Come verrà progettata la casa nuova? Molte scelte effettuate a livello di progettazione possono aumentare o diminuire il rischio d’esposizione al radon. I fattori più importanti sono:
a) I materiali da costruzione: che tipo di materiale s’intende utilizzare? Cemento armato, mattoni, legno, pietra,...? Normalmente per la realizzazione delle fondamenta e le mura nelle parti interrate, il cemento dà le maggiori garanzie di isolamento da radon e sono da preferire ai mattoni forati. Riguardo alla parte superiore della casa, da questo punto di vista, la scelta dei materiali è meno critica. Ricordiamo che la stabilità dei materiali utilizzati è particolarmente importante per tutti gli isolamenti.
b) La progettazione e destinazione dei locali: di regola il problema del radon riguarda soprattutto ambienti a contatto diretto con il terreno; soprattutto in edifici costruiti su pendii (su materiale fratturato). Sono colpite però anche abitazioni al piano terreno situate sopra cantine o ambienti vuoti. Perciò sarebbe opportuno rinunciare all’utilizzo d’interrati o seminterrati a scopo abitativo. Garage o depositi sempre aperti, al piano terra o interrato, possono proteggere le stanze superiori dal radon. Questo vale in particolare per i cosiddetti vespai. Tutte le strategie che mirano a “separare” dal suolo i locali, contribuiscono a proteggere dal radon.
c) I giroscale, i vani degli ascensori, i condotti verticali, i camini: progettare in modo tale che non si creino canali di comunicazione tra aree abitate ed aree a contatto con il terreno che trasportano il radon nella parte abitata della casa. Le scale che conducono a cantine, almeno in un punto, si dovrebbero poter chiudere con una porta ben sigillata. Meglio ancora sarebbe un accesso esterno e separato alle cantine. Questo vale soprattutto se la cantina possiede una pavimentazione naturale (terra).
d) Passaggi di condotte dal terreno: qualsiasi parte dell’edificio penetri nel terreno, costituisce un potenziale punto d’infiltrazione di radon. Le condotte dell'acqua e del gas, le condotte del gasolio da riscaldamento provenienti da serbatoi interrati, serbatoi per la raccolta dell'acqua piovana, ecc. andrebbero introdotte dalle pareti laterali e non dal pavimento, assicurando una buona ventilazione della tubazione in prossimità della casa (riempimento con ghiaia, lastre di drenaggio). Lo stesso vale sostanzialmente anche per condutture di piccolo diametro, come cavi elettrici e d'antenna, che vanno sigillati con materiali elastici. Un impianto di fognatura dovrebbe attraversare il pavimento della cantina nel minor numero possibile di punti. Attenzione il riempimento con terra dei canali di sterro scavati per le canalizzazioni spesso fungono da vero e proprio veicolo per l’ingresso del radon. Il progetto delle fognature dovrebbe dunque prevedere il minimo indispensabile di condotte di scarico, possibilmente senza diramazioni ed isolamento o sfiato delle condutture.
e) Isolamento termico: un edificio costruito o risanato a regola d'arte dovrebbe essere munito di uno strato d’isolamento termico e di una guaina a tenuta stagna appropriata tra i locali riscaldati e quelli non riscaldati. Anche nel caso dell’isolamento esterno delle mura di una casa bisogna prestare attenzione al radon. Se il rivestimento isolante penetra nel terreno, il radon può diffondersi fino ai piani alti della casa attraverso gli spazi vuoti dello strato isolante. È importante o sigillare completamente lo strato isolante o interromperlo per un breve tratto, per permettere al radon di uscire all’aperto.
f) Il sistema di aerazione: pianificare il sistema di aerazione in modo tale da evitare che al piano terra e in cantina si crei una depressione. Questa depressione aumenta in presenza di: finestre aperte sul lato dell'edificio protetto dal vento, ventilatori in bagni e cucine (cappe di ventilazione), correnti termiche ascensionali in camini in caso d’aperture di aerazione assenti o insufficienti.
g) L’impianto di riscaldamento: p. es. riscaldamento a pavimento, stufa a legna, centralizzato con termosifoni, impianto di condizionamento con ricambio forzato dell’aria, ecc.. Nel caso del riscaldamento a pavimento bisogna prestare la massima attenzione ad un buon isolamento, poichè con il calore si dilatano le crepe. Le stufe a legna senza un proprio rifornimento d’aria esterna aumentano la depressione in casa. Un impianto di condizionamento con ricambio forzato dell’aria normalmente riduce il problema del radon.
h) La ventilazione naturale del suolo: l’aria presente nel sottosuolo che trasporta il radon dal suolo, originariamente era aria esterna. Essa viene continuamente rinnovata e scambiata. Conviene favorire questo scambio naturale p. es. collegando opportunamente lo strato (relativamente permeabile) al di sotto della piastra di fondazione con il materiale di riempimento laterale, altrettanto permeabile. In questo modo l'aria sotto l'edificio si rinnoverà più rapidamente e la concentrazione di radon diminuirà.

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